Come cambia la catena del valore nell’era dell’intelligenza artificiale?
È la domanda al centro di “Rivoluzione AI: chi vince e chi perde”, l’evento che si è tenuto il 4 giugno a Milano, organizzato con il nostro partner Intermonte, che ha riunito investitori, imprenditori e manager di alcune delle principali società tecnologiche italiane per discutere una delle sfide più rilevanti per il futuro dell’industria europea.
Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: il valore dell’AI non si concentra esclusivamente nei modelli fondazionali o nella disponibilità della tecnologia, ma soprattutto nella capacità di integrarla all’interno di processi, dati, infrastrutture e competenze aziendali.
Un tema che ha attraversato entrambe le tavole rotonde della giornata, moderate da Andrea Cabrini, Direttore di Class CNBC, e dedicate a due dimensioni complementari della trasformazione in corso. La prima ha visto confrontarsi Roberto Tognoni – Partner Esecutivo Reply, Daniele Misani – CEO CEO TXT e-Solutions, Matteo Neuroni – CEO Sys-Dat, Emanuele Galtieri – CEO Cy4Gate – e Claudio Colucci – CEO Tecno Group – sul ruolo dell’intelligenza artificiale all’interno delle organizzazioni. Dal dibattito è emerso chiaramente come competenze verticali, conoscenza del dominio e prossimità al cliente stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nel trasformare il potenziale delle nuove tecnologie in risultati industriali concreti.
Il secondo panel ha, invece, spostato l’attenzione sugli asset abilitanti della diffusione dell’AI: Davide Cilli – Presidente Esecutivo Comtel, Davide Sommariva – Presidente Redelfi, Renato Brunetti – CEO Unidata, Daniele Peli – CEO Intred – e Antonio Baldassarra – Co-founder & CEO DHH – hanno approfondito il ruolo di infrastrutture digitali, connettività, cloud, data center, cybersecurity ed energia, evidenziando come la competizione non si giochi soltanto sugli algoritmi, ma anche sulla disponibilità di capacità computazionale, reti resilienti e infrastrutture in grado di sostenere una domanda destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni.
Nel corso della giornata, infine, i contributi di Carlo Purassanta – Founder & Partner di The Evident Project – e Michele Mariella – CIO di Maire Tecnimont – hanno offerto una prospettiva strategica sulle principali direttrici di evoluzione dell’intelligenza artificiale e sulle loro implicazioni economiche, industriali e geopolitiche. Riflessioni che hanno contribuito a inquadrare il ruolo dell’Europa in una competizione internazionale sempre più definita dall’interazione tra tecnologia, capitale e capacità industriale.
Dagli interventi dei relatori, dal confronto tra le aziende protagoniste dei due panel e dagli spunti emersi nel dialogo con investitori e operatori del mercato è emersa una convinzione condivisa: nell’era dell’AI il vantaggio competitivo appartiene alle organizzazioni che riescono a combinare tecnologia, competenze verticali e capacità di execution, traducendo l’innovazione in risultati misurabili. Una lettura rafforzata anche dall’analisi economico-finanziaria presentata da Intermonte, che ha evidenziato come la creazione di valore si stia progressivamente spostando verso quelle realtà capaci di integrare innovazione, infrastrutture, capitale e competenze distintive.
Comprendere dove si concentreranno crescita, competitività e capacità di innovazione nei prossimi anni rappresenta una sfida centrale per imprese, investitori e istituzioni. Per individuare le aree in cui si sta realmente creando valore, perciò, diventa sempre più importante il dialogo tra mercato dei capitali, industria e tecnologia. In tal senso l’evento “Rivoluzione AI: chi vince e chi perde” è stato una prima occasione di confronto tra alcuni dei principali protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione, chiamati a guidare la prossima fase di sviluppo dell’economia digitale e industriale europea.